{"id":12025,"date":"2015-09-06T08:52:24","date_gmt":"2015-09-06T06:52:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?p=12025"},"modified":"2026-08-02T16:46:21","modified_gmt":"2026-08-02T14:46:21","slug":"sete-di-parola-settimana-dal-6-al-12-settembre-2015","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?p=12025","title":{"rendered":"Sete di Parola > Settimana dal 6 al 12 Settembre 2015"},"content":{"rendered":"<h3><a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?attachment_id=2074\" rel=\"attachment wp-att-2074\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"FrecciaL\" src=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/FrecciaL.gif\" alt=\"\" width=\"15\" height=\"15\" border=\"0\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\">PrimaPagina<\/a> <a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?attachment_id=2074\" rel=\"attachment wp-att-2074\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"FrecciaL\" src=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/FrecciaL.gif\" alt=\"\" width=\"15\" height=\"15\" border=\"0\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?cat=10\">Pregare<\/a> <a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?attachment_id=2074\" rel=\"attachment wp-att-2074\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"FrecciaL\" src=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/FrecciaL.gif\" alt=\"\" width=\"15\" height=\"15\" border=\"0\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?p=1592\">Sete di Parola<\/a><\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong style=\"font-size: 1.17em;\">Sete di Parola dal 6 al 12 Settembre 2015<\/strong><\/span><\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\">Ventitreesima\u00a0Settimana del Tempo Ordinario dell&#8217;Anno B<br \/>\n<\/span><\/h3>\n<p><em><em> <a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?attachment_id=686\" rel=\"attachment wp-att-686\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"FrecciaD\" src=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/FrecciaD.gif\" alt=\"\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/a><i> Preleva Sete di Parola di questa settimana, <\/i><a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/23-settimana-B-sdp.doc\"><i>Ventitreesima<\/i><\/a><i> del Tempo Ordinario dell&#8217;Anno B (178 Kbyte)<\/i><\/em><\/em><\/p>\n<h3>Domenica\u00a06\u00a0Settembre 2015 &gt; <span style=\"color: #008000;\">Domenica della Ventitreesima Settimana del Tempo Ordinario<\/span><\/h3>\n<p>Liturgia della Parola &gt; <a href=\"http:\/\/www.lachiesa.it\/bibbia.php?ricerca=citazione&amp;Cerca=Cerca&amp;Versione_CEI2008=3&amp;Versione_CEI74=1&amp;Versione_TILC=2&amp;VersettoOn=1&amp;Citazione=Mc%207,31-37\">Mc 7,31-37<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La Parola del Signore<\/strong> <strong>\u2026\u00e8 <\/strong><strong>ASCOLTATA<\/strong><\/span><\/p>\n<p>In quel tempo, Ges\u00f9, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sid\u00f2ne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Dec\u00e0poli.\u00a0Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli tocc\u00f2 la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: \u00abEffat\u00e0\u00bb, cio\u00e8: \u00abApriti!\u00bb. E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.\u00a0E comand\u00f2 loro di non dirlo a nessuno. Ma pi\u00f9 egli lo proibiva, pi\u00f9 essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: \u00abHa fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026\u00e8 meditata<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Un sordomuto. Assomiglia molto a noi, quando siamo nel peccato.\u00a0 Possiamo avere accanto Dio, che ci sussurra le parole pi\u00f9 dolci e imperiose. Non lo sentiamo. Possiamo aver vicino le persone pi\u00f9 acute e pi\u00f9 buone, che desiderano aiutarci. Non prestiamo attenzione. O passiamo davanti a chi ha bisogno di un conforto, di una speranza. \u00c8 come se fossimo soli al mondo, chiusi nel nostro egoismo.\u00a0 Ma se il sacramento di Cristo ci raggiunge&#8230; Pu\u00f2 essere la Chiesa che battezza o ci offre il perdono a nome del Signore Ges\u00f9. Le dita, la saliva, l\u2019\u201capriti\u201d possono essere l\u2019acqua o la mano benedicente che si leva su di noi: \u201cIo ti battezzo\u201d; \u201cIo ti assolvo\u201d.\u00a0Allora avviene nuovamente il miracolo.<\/p>\n<p>Diventiamo capaci, per grazia, di udire le consolazioni e i suggerimenti e gli imperativi di Dio. Diventiamo capaci di rispondergli con la preghiera e con la vita.\u00a0E il prossimo \u00e8 colui che dev\u2019essere ascoltato e confortato. Nasce la fraternit\u00e0.\u00a0Se ci lasciamo salvare dal Signore. Se aderiamo a lui con tutte le forze.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p><em>Dio non smette di parlare; ma fuori il rumore delle creature e dentro di noi quello delle passioni ci stordiscono e ci impediscono di sentirlo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026\u00e8 pregata<\/strong><\/span><\/p>\n<p>O Padre, che scegli i piccoli e i poveri\u00a0per farli ricchi nella fede ed eredi del tuo regno,\u00a0aiutaci a dire la tua parola di coraggio\u00a0a tutti gli smarriti di cuore,\u00a0 perch\u00e9 si sciolgano le loro lingue\u00a0e tanta umanit\u00e0 malata,\u00a0incapace perfino di pregarti,\u00a0canti con noi le tue meraviglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026mi impegna<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Dal Rito del Battesimo: Signore Ges\u00f9 che hai fatto udire i sordi e parlare\u00a0 i muti fa\u2019 che ascoltiamo la tua parola e professiamo la nostra fede\u2026<\/p>\n<p>****************************<\/p>\n<p>Per incontrare il Signore Ges\u00f9 bisogna avere il coraggio di sottrarsi alla folla, di ritagliare uno spazio per lasciarsi incontrare e farsi raggiungere. Non parlo di fughe in monastero o finti misticismi! Basta un angolo della casa con un icona o un Vangelo, una candela, il cellulare spento e un po&#8217; di tempo (ogni giorno!) per lasciarsi nutrire dalla Parola e rinnovare il desiderio d&#8217;essere guarito.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Luned\u00ec 7 settembre 2015 &gt; <span style=\"color: #008000;\">Luned\u00ec della Ventitreesima Settimana del Tempo Ordinario<\/span><br \/>\n<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Liturgia della Parola\u00a0 &gt; <\/strong><a href=\"http:\/\/www.lachiesa.it\/bibbia.php?ricerca=citazione&amp;Cerca=Cerca&amp;Versione_CEI2008=3&amp;Versione_CEI74=1&amp;Versione_TILC=2&amp;VersettoOn=1&amp;Citazione=Lc%206,6-11\"><em>Lc 6,6-11<\/em><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La Parola del Signore \u2026\u00e8 ascoltata<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Un sabato Ges\u00f9 entr\u00f2 nella sinagoga e si mise a insegnare. C\u2019era l\u00e0 un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo.\u00a0 Ma Ges\u00f9 conosceva i loro pensieri e disse all\u2019uomo che aveva la mano paralizzata: \u00ab\u00c0lzati e mettiti qui in mezzo!\u00bb. Si alz\u00f2 e si mise in mezzo.\u00a0 Poi Ges\u00f9 disse loro: \u00abDomando a voi: in giorno di sabato, \u00e8 lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?\u00bb. E guardandoli tutti intorno, disse all\u2019uomo: \u00abTendi la tua mano!\u00bb. Egli lo fece e la sua mano fu guarita.\u00a0Ma essi, fuori di s\u00e9 dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Ges\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026\u00e8 meditata<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Il Vangelo ci presenta un uomo che non pu\u00f2 pi\u00f9 lavorare perch\u00e9 la sua mano destra \u00e8 paralizzata. In lui vediamo tutti coloro che sono oggi esclusi dal lavoro, non perch\u00e9 malati, ma per l&#8217;assenza di lavoro. Ges\u00f9 lo incontra di sabato, in sinagoga. I farisei aspettano il miracolo, non per gioire della guarigione, ma per accusare Ges\u00f9. Essi sono simili a coloro che non pongono al centro del lavoro l&#8217;uomo, bens\u00ec il solo guadagno senza alcun&#8217;altra considerazione. Ges\u00f9, con un ordine secco, come ad indicare la decisione che si deve avere in questi casi, dice a quell&#8217;uomo: &#8220;stendi la mano!&#8221; E quell&#8217;uomo si trova guarito. Sembra sentire l&#8217;eco delle parole di Dio nei giorni della creazione, quando il mondo man mano prendeva forma. In quel sabato Ges\u00f9 continuava l&#8217;opera della creazione dando a quell&#8217;uomo la forza di lavorare. Dare oggi il lavoro ai disoccupati vuol dire guarire molti dalla tristezza e dalla disperazione. Non solo. Ogni volta che l&#8217;uomo pu\u00f2 lavorare con dignit\u00e0 si possono ripetere le parole stesse che leggiamo nella Genesi: &#8220;e Dio vide che era cosa buona&#8221;. Solo chi \u00e8 cieco nel cuore pu\u00f2 rattristarsi.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p><em>Dio entra pi\u00f9 facilmente in un cuore devastato dai sensi che in un&#8217;anima barricata dietro le proprie virt\u00f9.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>J. Green<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026\u00e8 pregata<\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>Signore Ges\u00f9, purifica il mio sguardo, perch\u00e9 ritrovi la luminosit\u00e0 del tuo che ovunque e sempre sa vedere l&#8217;uomo la sua inalienabile dignit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026mi impegna<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Ges\u00f9 mette l&#8217;uomo ammalato nel mezzo, al centro della sua attenzione.<\/p>\n<p>Per me CHI e COSA \u00e8 \u201cal centro\u201d?<\/p>\n<p>Ges\u00f9 dice \u201cStendi la tua mano\u201d. Come sono le mie mani: inaridite nell\u2019egoismo o pronte e aperte al dono?<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Marted\u00ec 8 Settembre 2015 &gt; <span style=\"color: #008000;\">NATIVITA&#8217; DELLA BEATA VERGINE MARIA <\/span><\/strong><\/h3>\n<p><em>Questa celebrazione, che ricalca sul Cristo le prerogative della Madre, \u00e8 stata introdotta dal papa Sergio I (sec VII) nel solco della tradizione orientale. La nativit\u00e0 della Vergine \u00e8 strettamente legata alla venuta del Messia, come promessa, preparazione e frutto della salvezza. Aurora che precede il sole di giustizia, Maria preannunzia a tutto il mondo la gioia del Salvatore.<\/em><\/p>\n<p><strong>Liturgia della Parola <\/strong> &gt; <a href=\"http:\/\/www.lachiesa.it\/bibbia.php?ricerca=citazione&amp;Cerca=Cerca&amp;Versione_CEI2008=3&amp;Versione_CEI74=1&amp;Versione_TILC=2&amp;VersettoOn=1&amp;Citazione=Mt%201,1-16.18-23\">Mt 1,1-16.18-23<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La Parola del Signore \u2026\u00e8 ascoltata<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Genealogia di Ges\u00f9 Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.\u00a0 Abramo gener\u00f2 Isacco, Isacco gener\u00f2 Giacobbe, Giacobbe gener\u00f2 Giuda e i suoi fratelli, Giuda gener\u00f2 Fares e Zara da Tamar, Fares gener\u00f2 Esrom, Esrom gener\u00f2 Aram, Aram gener\u00f2 Aminad\u00e0b, Aminad\u00e0b gener\u00f2 Naass\u00f2n, Naass\u00f2n gener\u00f2 Salmon, Salmon gener\u00f2 Booz da Racab, Booz gener\u00f2 Obed da Rut, Obed gener\u00f2 Iesse, Iesse gener\u00f2 il re Davide. Davide gener\u00f2 Salomone da quella che era stata la moglie di Ur\u00eca, Salomone gener\u00f2 Roboamo, Roboamo gener\u00f2 Ab\u00eca, Ab\u00eca gener\u00f2 Asaf, Asaf gener\u00f2 Giosafat, Giosafat gener\u00f2 Ioram, Ioram gener\u00f2 Oz\u00eca, Oz\u00eca gener\u00f2 Ioat\u00e0m, Ioat\u00e0m gener\u00f2 Acaz, Acaz gener\u00f2 Ezech\u00eca, Ezech\u00eca gener\u00f2 Manasse, Manasse gener\u00f2 Amos, Amos gener\u00f2 Gios\u00eca, Gios\u00eca gener\u00f2 Iecon\u00eca e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. Dopo la deportazione in Babilonia, Iecon\u00eca gener\u00f2 Salati\u00e8l, Salati\u00e8l gener\u00f2 Zorobabele, Zorobabele gener\u00f2 Abi\u00f9d, Abi\u00f9d gener\u00f2 Eliach\u00ecm, Eliach\u00ecm gener\u00f2 Azor, Azor gener\u00f2 Sadoc, Sadoc gener\u00f2 Achim, Achim gener\u00f2 Eli\u00f9d, Eli\u00f9d gener\u00f2 Ele\u00e0zar, Ele\u00e0zar gener\u00f2 Mattan, Mattan gener\u00f2 Giacobbe, Giacobbe gener\u00f2 Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale \u00e8 nato Ges\u00f9, chiamato Cristo. Cos\u00ec fu generato Ges\u00f9 Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trov\u00f2 incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poich\u00e9 era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pens\u00f2 di ripudiarla in segreto.\u00a0 Mentre per\u00f2 stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: \u00abGiuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che \u00e8 generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella dar\u00e0 alla luce un figlio e tu lo chiamerai Ges\u00f9: egli infatti salver\u00e0 il suo popolo dai suoi peccati\u00bb. Tutto questo \u00e8 avvenuto perch\u00e9 si compisse ci\u00f2 che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: \u00abEcco, la vergine concepir\u00e0 e dar\u00e0 alla luce un figlio: a lui sar\u00e0 dato il nome di Emmanuele\u00bb, che significa Dio con noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026\u00e8 meditata<\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>La Chiesa intera, oggi, esulta per la festa della nascita di Maria: un compleanno particolare che sta molto a cuore ai discepoli del Signore che si sono visti affidare la madre dal Maestro Ges\u00f9! Tanti auguri, Maria di Nazareth! La devozione popolare ha voluto aggiungere alle feste liturgiche anche il &#8220;compleanno&#8221; di Maria, un modo per esprimere il profondo e inalterato affetto verso colei che \u00e8 la prima tra i discepoli.<\/em><\/p>\n<p>La festa che oggi celebriamo \u00e8 di origine devozionale e giunge a noi attraverso i secoli con tutta la sua struggente e incantevole ingenuit\u00e0, perch\u00e9 di una persona grande bisogna celebrare la nascita, benedire la sua venuta come un dono. Oggi siamo invitati ad alzare lo sguardo dalle nostre caotiche e assonnate attivit\u00e0, verso la piccola adolescente di Nazareth che ha polverizzato le grandezze e le supponenze dei vari Napoleoni che la storia partorisce a scadenza fissa. La piccola Maria di Nazareth, con la sua struggente fede, la sua trasparente attesa nella venuta del Messia promesso dal Dio dei padri, ancora oggi ci lascia sorridenti e (cristianamente) pieni d&#8217;invidia. Maria: noi ti ammiriamo per la tua giovane incoscienza, perch\u00e9 hai creduto e sei beata. Noi &#8211; solcati dalle rughe &#8211; noi che abbiamo visto gli abissi del cuore dell&#8217;uomo, noi che ci complichiamo la vita con vuoti ragionamenti, restiamo ammutoliti davanti a ci\u00f2 che hai avuto il coraggio di dire e di fare, tu che hai creduto di diventare la Porta del cielo, di stringere l&#8217;immenso infinito nell&#8217;angusto spazio del tuo ventre, ci stupiamo della tua trasparente normalit\u00e0 che rischiamo di svilire con i nostri troppi complimenti. E benediciamo la tua nascita, Maria di Nazareth, perch\u00e9 hai fatto fare bella figura alla nostra piccola e fragile umanit\u00e0: tu sola riscatti la condizione umana agli occhi di Dio. Insegnaci a credere, sorella nostra, insegnaci a lasciarci fare.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p><em>La celebrazione odierna onora la nativit\u00e0 della Madre di Dio. Per\u00f2 il vero significato e il fine di questo evento \u00e8 l&#8217;incarnazione del Verbo. Infatti la Maria nasce, viene allattata e cresciuta per essere la Madre del Re dei secoli, di Dio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026\u00e8 pregata<\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>Donami, Maria, di accogliere la mia povert\u00e0 nella gioiosa certezza che essa \u00e8 visitata da Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab<strong>Vergine madre, figlia del tuo Figlio,\u00a0 umile e alta pi\u00f9 che creatura, termine fisso d&#8217;eterno consiglio, tu se&#8217; colei che l&#8217;umana natura nobilitasti s\u00ec, che &#8216;l suo fattore non disdegn\u00f2 di farsi sua fattura.\u00a0 Nel ventre tuo si raccese l&#8217;amore per lo cui caldo ne l&#8217;eterna pace cos\u00ec \u00e8 germinato questo fiore.\u00a0 Qui se&#8217; a noi merid\u00efana face di caritate, e giuso, intra i mortali, se&#8217; di speranza fontana vivace. Donna, se&#8217; tanto grande e tanto vali, che qual vuol grazia ed a te non ricorre, sua dis\u00efanza vuol volar sanz&#8217;ali. La tua benignit\u00e0 non pur soccorre a chi domanda, ma molte fiate liberamente al dimandar precorre. In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s&#8217;aduna quantunque in creatura \u00e8 di bontate<\/strong>\u00bb.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Dante Alighieri<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026mi impegna<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Oggi, in una pausa di preghiera, soster\u00f2 accanto a Maria chiedendole di immergermi nella sua umilt\u00e0 e piccolezza che le ha permesso di farsi spazio per Dio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Mercoled\u00ec 9 settembre 2015 &gt; <span style=\"color: #008000;\">Mercoled\u00ec della Ventitreesima Settimana del Tempo Ordinario<\/span><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>Liturgia della Parola &gt; <\/strong><strong><a href=\"http:\/\/www.lachiesa.it\/bibbia.php?ricerca=citazione&amp;Cerca=Cerca&amp;Versione_CEI2008=3&amp;Versione_CEI74=1&amp;Versione_TILC=2&amp;VersettoOn=1&amp;Citazione=Lc%206,20-26\">Lc 6,20-26<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La Parola del Signore \u2026\u00e8 ascoltata<\/strong><\/span><\/p>\n<p>In quel tempo, Ges\u00f9, alz\u00e0ti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: \u00abBeati voi, poveri, perch\u00e9 vostro \u00e8 il regno di Dio. Beati voi, che ora avete fame, perch\u00e9 sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perch\u00e9 riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell\u2019uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perch\u00e9, ecco, la vostra ricompensa \u00e8 grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, perch\u00e9 avete gi\u00e0 ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perch\u00e9 avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perch\u00e9 sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026\u00e8 meditata<\/strong><\/span><\/p>\n<p>L&#8217;evangelista inserisce a questo punto il grande discorso di Ges\u00f9 che, a differenza di Matteo, viene posto in pianura, come per renderlo pi\u00f9 vicino alla vita ordinaria. E Ges\u00f9 inizia con le Beatitudini. Ha davanti ai suoi occhi quella folla enorme che attende da lui una parola vera. E Ges\u00f9 non si tira indietro. Subito mostra loro la sua via di felicit\u00e0. Non \u00e8 la stessa via di felicit\u00e0 che il mondo indica agli uomini e alle donne, una via che si rivela spesso fallace e ingannatrice. Ges\u00f9 non spende molte parole. Ne bastano quattro. Quattro beatitudini, ben delineate e chiare. Egli annuncia ai poveri, agli affamati, agli abbandonati e agli assetati di giustizia che Dio ha scelto di stare accanto a loro. La sua vicinanza e quella dei discepoli sar\u00e0 per loro il segno di una gioia grande. Essi, sino ad ora esclusi dalla vita, saranno i privilegiati, i preferiti di Dio. Certo, a noi credenti \u00e8 affidato il gravissimo e affascinante compito di far sentire loro l&#8217;amore privilegiato di Dio. Al contrario, con quattro parole, Ges\u00f9 minaccia tristezza per i ricchi e per i potenti. Essi che cercano la felicit\u00e0 solo per se stessi, saranno abbandonandoli al destino triste di questo mondo.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p><em>Ecco la strada per vivere la vita cristiana a livello di santit\u00e0. Del resto i santi non hanno fatto altro che vivere le beatitudini. Sono poche parole, semplici parole, ma pratiche a tutti, perch\u00e9 il cristianesimo \u00e8 una religione pratica, da praticare, da fare, non solo da pensare. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Papa Francesco<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026\u00e8 pregata<\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>Ges\u00f9, mite e umile di cuore, rendi il nostro cuore simile al tuo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026mi impegna<\/strong><\/span><\/p>\n<p>In queste parole c\u2019\u00e8 tutta la novit\u00e0 portata da Cristo, e tutta la novit\u00e0 di Cristo \u00e8 in queste parole. In effetti, le Beatitudini sono il ritratto di Ges\u00f9, la sua forma di vita; e sono la via della vera felicit\u00e0, che anche noi possiamo percorrere con la grazia che Ges\u00f9 ci dona.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Papa Francesco<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Gioved\u00ec 10 settembre 2015 &gt; <span style=\"color: #008000;\">Gioved\u00ec della Ventitreesima Settimanan del Tempo Ordinario<\/span><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>Liturgia della Parola &gt; <\/strong><a href=\"http:\/\/www.lachiesa.it\/bibbia.php?ricerca=citazione&amp;Cerca=Cerca&amp;Versione_CEI2008=3&amp;Versione_CEI74=1&amp;Versione_TILC=2&amp;VersettoOn=1&amp;Citazione=Lc%206,27-38\">Lc 6,27-38<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La Parola del Signore \u2026\u00e8 ascoltata<\/strong><\/span><\/p>\n<p>In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli:\u00a0 \u00abA voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l\u2019altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da\u2019 a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomini facciano a voi, cos\u00ec anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi \u00e8 dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi \u00e8 dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi \u00e8 dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sar\u00e0 grande e sarete figli dell\u2019Altissimo, perch\u00e9 egli \u00e8 benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come il Padre vostro \u00e8 misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sar\u00e0 dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sar\u00e0 versata nel grembo, perch\u00e9 con la misura con la quale misurate, sar\u00e0 misurato a voi in cambio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026\u00e8 meditata<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Ges\u00f9 continua a indicare la vera via della felicit\u00e0 e della pace. Pronuncia delle parole mai dette da nessuno: &#8220;Amate i vostri nemici, e fate del bene a coloro che vi odiano&#8221;. Sono parole davvero estranee alla cultura di questo mondo e, per questo, anche sbeffeggiate. Si dice anche che sono affermazioni belle ma non certo realistiche. Eppure, solo in queste parole il mondo pu\u00f2 trovare salvezza, motivi per bloccare le guerre e, soprattutto, impulso a costruire la pace e la convivenza tra gli uomini e tra i popoli. Per Ges\u00f9 non ci sono pi\u00f9 nemici da odiare e da combattere. Per lui &#8211; e quindi per ogni discepolo &#8211; ci sono solo fratelli e sorelle da amare, semmai da correggere, e comunque sempre da aiutare nel cammino della salvezza. Dio, per primo, si comporta con misericordia e benevolenza verso tutti, anche &#8220;verso gli ingrati e i malvagi&#8221;. E Ges\u00f9 presenta ai discepoli di ogni tempo un ideale che \u00e8 alto come il cielo: &#8220;siate misericordiosi, com&#8217;\u00e8 misericordioso il Padre vostro&#8221;. Non \u00e8 un&#8217;esortazione morale; \u00e8 uno stile di vita. Da questo dipende la nostra stessa salvezza.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p><em>L&#8217;uomo che perdona \u00e8 simile al legno del sandalo, che profuma l&#8217;accetta che lo colpisce<\/em> (<em>Proverbio indiano<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026\u00e8 pregata<\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>O Dio, che nel comandamento del tuo amore ci ordini di amare coloro che ci affliggono, aiutaci ad osservare i precetti della nuova legge rendendo bene per male e portando gli uni i pesi degli altri.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>\u00a0<\/em><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026mi impegna<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Luca propone ai discepoli del Signore una misura di santit\u00e0 che mette i brividi, <u>amare i propri nemici, perdonare, donare senza condizione: tutto ci\u00f2 manifesta la nostra appartenenza al Signore.<\/u> Non \u00e8, per\u00f2, il frutto di uno sforzo, una sorta di supereroismo spirituale: la morale cristiana senza Cristo \u00e8 immorale! <strong>Possiamo perdonare perch\u00e9 perdonati, possiamo donare ci\u00f2 che abbiamo abbondantemente ricevuto, possiamo amare perch\u00e9, noi per primi, siamo amati dal Signore Ges\u00f9. <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Venerd\u00ec 11 settembre 2015 &gt; <span style=\"color: #008000;\">Venerd\u00ec della Ventitreesima settimana del tempo ordinario<\/span><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>Liturgia della Parola &gt; <\/strong><strong><a href=\"http:\/\/www.lachiesa.it\/bibbia.php?ricerca=citazione&amp;Cerca=Cerca&amp;Versione_CEI2008=3&amp;Versione_CEI74=1&amp;Versione_TILC=2&amp;VersettoOn=1&amp;Citazione=Lc%206,39-42\">Lc 6,39-42<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La Parola del Signore \u2026\u00e8 ascoltata<\/strong><\/span><\/p>\n<p>In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli una parabola:\u00a0\u00abPu\u00f2 forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non \u00e8 pi\u00f9 del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sar\u00e0 come il suo maestro.\u00a0Perch\u00e9 guardi la pagliuzza che \u00e8 nell\u2019occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che \u00e8 nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: \u201cFratello, lascia che tolga la pagliuzza che \u00e8 nel tuo occhio\u201d, mentre tu stesso non vedi la trave che \u00e8 nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall\u2019occhio del tuo fratello\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026\u00e8 meditata<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Il Vangelo \u00e8 una parola che aiuta tutti a vivere bene. Non \u00e8 una parola riservata solo ad alcuni, \u00e8 per tutti, ed \u00e8 per la vita di ogni giorno. Quando Ges\u00f9 afferma: &#8220;siate misericordiosi e non giudicate, non condannate e perdonate&#8221;, non parla in astratto. Lui, prima di noi, ha messo in pratica queste parole. Esse sovvertono la mentalit\u00e0 di questo mondo che abitua a guardare la pagliuzza nell&#8217;occhio degli altri e a dimenticare la trave che \u00e8 nel proprio. Questa attitudine del mondo non solo ci rende ciechi. Ci conduce anche, inesorabilmente, nella fossa nera della divisione e della violenza. La vera sapienza consiste nell&#8217;accogliere nel proprio cuore il seme buono della parola evangelica, vero tesoro della nostra vita. Il cuore che ha ascoltato sar\u00e0 come un albero, reso buono dal Vangelo, e non potr\u00e0 non dare frutti buoni.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p><em>C\u2019\u00e8 una facile ed insidiosa convinzione in noi quando crediamo che scoprendo e smascherando gli altri difetti, ammantiamo e sminuiamo i nostri. Questa subdola insidia ci spinge a giudicare gli altri e a puntare lo sguardo indagatore e il dito accusatore verso gli altri e non verso noi stessi. Attenzione allora agli inquinamenti della nostra vista. Abbiamo il dovere di purificare il nostro occhio affinch\u00e9 possa vedere nella pienezza della luce che lo stesso Signore ci dona e procedere prima, nella verit\u00e0 e nella carit\u00e0, alla nostra personale correzione e poi a quelle dei nostri fratelli.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026\u00e8 pregata<\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>Non c&#8217;\u00e8 peggior cieco, Signore, di chi non vuol vedere. E ne \u00e8 passato del tempo perch\u00e9 anch&#8217;io mi accorgessi di non vederci.<\/em><\/p>\n<p><em>Non \u00e8 facile, Signore, ammettere di essere\u00a0ciechi\u00a0quando tutt&#8217;attorno fanno a gara per dimostrare di avere la vista pi\u00f9 acuta, di scorgere il futuro, di indovinare ci\u00f2 che \u00e8 nascosto, di cogliere quanto \u00e8 in profondit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Solo quando mi sono reso conto di essere immerso nella notte, solo quando ho percepito con smarrimento e angoscia di non poter venirne fuori con le mie sole forze, solo allora ho inteso la tua voce, ho avvertito la tua presenza e tu mi hai potuto aprirmi gli occhi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026mi impegna<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Ges\u00f9 invita i suoi discepoli ad essere estremamente onesti con loro stessi, a vivere un&#8217;autenticit\u00e0 radicale, in un atteggiamento di continua conversione, di dono della propria vita, di analisi delle proprie azioni. Ges\u00f9 \u00e8 un conoscitore straordinario dell&#8217;animo umano: ha perfettamente ragione quando dice che siamo sempre pronti a sottolineare i difetti degli altri e a giustificare i propri! Siamo pronti a notare i peccati degli altri, trovando sempre delle scuse quando si tratta di vedere i nostri&#8230; Il discepolo, invece, guarda alla luce del maestro pi\u00f9 che alle tenebre altrui e, se necessario, sa leggere alle miserie altrui riconoscendo prima le proprie. Un comportamento di maggiore onest\u00e0 e di correttezza reciproca aiuterebbe certamente il mondo a vivere in un clima di serenit\u00e0 e di comprensione.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Sabato 12 settembre 2015 &gt; <span style=\"color: #008000;\">Santa Caterina Fieschi Adorno da Genova\u00a0<\/span><\/strong><\/h3>\n<p><em>Nasce nel 1447 in una delle principali famiglie genovesi. A sedici anni viene data in moglie a Giuliano Adorno, appartenente ad una importante famiglia ghibellina. Vive una vita frivola e mondana ma dopo un incontro con la sorella suora, decide di cambiare vita e condivide le sue esperienze mistiche e caritative con un piccolo gruppo di figli spirituali. Muore il 15 settembre 1510. Dopo la conversione, la vita di Caterina ha il proprio centro nel rapporto con Cristo. Non si dedica per\u00f2 solo alla contemplazione, ma anche all&#8217;azione, rivolgendo il suo impegno concreto soprattutto agli ammalati. Opera nella Compagnia delle dame della Misericordia e inizia a visitare il lebbrosario di san Lazzaro, svolge le mansioni pi\u00f9 umili; cura pure i bambini abbandonati e fronteggia varie epidemie di peste. Nel 1497 fonda la prima \u00abCompagnia del divino amore\u00bb, che sar\u00e0 il modello per analoghe istituzioni di altre citt\u00e0 italiane nel quadro di quella che \u00e8 stata chiamata la Riforma cattolica. Il suo corpo \u00e8 conservato nella chiesa genovese della Santissima Annunziata in Portoria.<\/em><\/p>\n<p><strong>Liturgia della Parola &gt; <\/strong><a href=\"http:\/\/www.lachiesa.it\/bibbia.php?ricerca=citazione&amp;Cerca=Cerca&amp;Versione_CEI2008=3&amp;Versione_CEI74=1&amp;Versione_TILC=2&amp;VersettoOn=1&amp;Citazione=Lc%206,1-5\">Mt.<\/a> 22, 34-40<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La Parola del Signore \u2026\u00e8 ascoltata<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Allora i farisei, avendo udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme\u00a0e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrog\u00f2 per metterlo alla prova:&#8221;Maestro, nella Legge, qual \u00e8 il grande comandamento?&#8221;.\u00a0Gli rispose: &#8221;\u00a0Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima\u00a0e con tutta la tua mente.\u00a0Questo \u00e8 il grande e primo comandamento.\u00a0Il secondo poi \u00e8 simile a quello:Amerai il tuo prossimo come te stesso\u00a0.\u00a0Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026\u00e8 meditata<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Nel 1494-95 l\u2019esercito del re francese Carlo VIII ha percorso l\u2019Italia, portando con s\u00e9, come dice Francesco Guicciardini, i semi &#8220;di orribilissimi accidenti&#8230; e infermit\u00e0 fino a quel d\u00ec non conosciute&#8221;. L\u2019infermit\u00e0 che atterrisce \u00e8 la sifilide. Esisteva gi\u00e0, ma lo scorrazzare degli eserciti l\u2019ha propagata in dimensioni catastrofiche e con effetti ripugnanti. I malati ricchi chiamano i medici in casa, quelli poveri muoiono per le strade, nei fossi. Ma a Genova, nel 1497, emerge un gruppo che si dedica a questi scarti umani, li accoglie, li nutre, li cura. Animatrice: una signora di rango, Caterina Fieschi, moglie del nobile Giuliano Adorno. Li hanno sposati le famiglie e sono due malmaritati, che stanno insieme per ragioni di facciata; e delle avventure di lui parla tutta Genova.Lei per\u00f2 si libera da questa situazione attraverso un\u2019esperienza mistica che la porta a guidare in Genova la reazione evangelica alla decadenza della Chiesa, anche attraverso la dedizione agli abbandonati; a diventare riformatrice con largo anticipo, attirando nell\u2019impresa anche il marito, e dirigendo l\u2019impegno dei rinnovatori verso un obiettivo preciso: vivere l\u2019esperienza dell\u2019amore di Dio andando dai pi\u00f9 infelici e disprezzati. &#8220;Andava lei e nettava le miserie e brutture di detti infermi e poveri&#8230; con puzze quasi intollerabili et trovava anche quelli che dicevano parole terribili di disperazione&#8221;. Qui c\u2019\u00e8 un aspetto applicato della sua esperienza, che non si ferma a quest\u2019opera com\u2019\u00e8 descritta dai suoi discepoli. Caterina \u00e8 una mistica che si tuffa nella realt\u00e0, con singolari doti che nel XX secolo si chiameranno manageriali: cambia organizzazione negli ospedali, cerca il nuovo e il meglio tra medici e cure. Ma parte sempre dall\u2019idea di Dio-Amore, di quest\u2019amore che va trasmesso subito a tutti, cominciando dai disperati. Il notaio e umanista genovese Ettore Vernazza, su impulso di lei, d\u00e0 vita alla fraternit\u00e0 del Divino Amore, movimento di clero e di laici protesi a una riforma radicale della vita cristiana, che servir\u00e0 di modello ad altre associazioni simili, tutte fondate sulla riforma interiore da un lato e sullo spendersi dall\u2019altro, in ogni necessit\u00e0. \u201cMadonna Caterinetta\u201d, come la chiamano, si ammala anche di peste curando una malata. E i suoi discepoli scrivono che, &#8220;sanata che fu, ritorn\u00f2 al servizio dell\u2019hospidal con gran cura e diligenzia&#8221;. Il movimento di riforma cattolica, dall\u2019interno e senza ribellione, reagisce all\u2019indifferenza colpevole di Roma insegnando e facendo, dando coraggio a molti cristiani anche nei tempi pi\u00f9 demoralizzanti. Bisogna &#8220;piantare in li cori nostri il divino amore, cio\u00e8 la carit\u00e0&#8221;. Questo \u00e8 l\u2019insegnamento di Caterina, dispensato e vissuto fino alla morte; la ricetta contro l\u2019inerzia, la premessa per la ripresa. Morta nel 1510, Caterina Fieschi Adorno sar\u00e0 canonizzata da Clemente XII nel 1737.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026\u00e8 pregata<\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>O Dio che hai fatto ardere di amore divino santa Caterina Fieschi Adorno, nel contemplare le sofferenze di Cristo, per sua intercessione accendi in noi il fuoco della tua carit\u00e0 e rendici partecipi della Passione del tuo Figlio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u2026mi impegna<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Alla base del suo insegnamento spirituale, valido anche oggi, Caterina pone la <strong>lotta all&#8217;amor proprio<\/strong>. Dio deve essere amato per se stesso, non per i suoi doni e grazie. Ed <strong>il fine della vita spirituale \u00e8 proprio arrivare ad amare Dio solo<\/strong> per&#8230; amore di Dio. Condizione indispensabile per\u00f2 \u00e8 <strong>spogliarsi dell&#8217;amor proprio<\/strong>, perch\u00e9 pu\u00f2 impadronirsi del cuore e della mente dell&#8217;uomo fino a diventare il vero motore del proprio pensare ed agire, escludendo cos\u00ec Dio dal proprio orizzonte di valori guida. A questa purificazione del nostro io cresciuto troppo a scapito di Dio servono le sofferenze che Dio stesso permette che abbiamo, in questa vita e nel Purgatorio.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><a style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\" href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?attachment_id=688\" rel=\"attachment wp-att-688\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"FrecciaR\" src=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/FrecciaR.gif\" alt=\"\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?p=1592\">Vai all&#8217;Archivio<\/a> di Sete di Parola<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?cat=14\" rel=\"attachment wp-att-688\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"FrecciaR\" src=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/FrecciaR.gif\" alt=\"\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?cat=14\">Vai alle riflessioni di Papa Francesco<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?attachment_id=688\" rel=\"attachment wp-att-688\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"FrecciaR\" src=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/FrecciaR.gif\" alt=\"\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?p=6986\">Vai all&#8217;Archivio<\/a> dei Supplementi settimanali sul Credo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PrimaPagina Pregare Sete di Parola Sete di Parola dal 6 al 12 Settembre 2015 Ventitreesima\u00a0Settimana del Tempo Ordinario dell&#8217;Anno B Preleva Sete di Parola di questa settimana, Ventitreesima del Tempo Ordinario dell&#8217;Anno B (178 Kbyte) Domenica\u00a06\u00a0Settembre 2015 &gt; Domenica della Ventitreesima Settimana del Tempo Ordinario Liturgia della Parola &gt; Mc 7,31-37 La Parola del Signore &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?p=12025\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Sete di Parola > Settimana dal 6 al 12 Settembre 2015&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","schedule_terms":[]},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-12025","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-laparola"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-10-24 07:33:12","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12025","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12025"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12025\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12025"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12025"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12025"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}