{"id":1852,"date":"2012-01-10T21:44:43","date_gmt":"2012-01-10T20:44:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?p=1852"},"modified":"2013-04-22T00:08:30","modified_gmt":"2013-04-21T22:08:30","slug":"la-casa-di-dio-tra-le-case-degli-uomini-4","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?p=1852","title":{"rendered":"La casa di Dio tra le case degli uomini"},"content":{"rendered":"<h3><span style=\"color: #008000;\"><a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?attachment_id=2074\" rel=\"attachment wp-att-2074\"><span style=\"color: #008000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"FrecciaL\" src=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/FrecciaL.gif\" alt=\"\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/span><\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\"><span style=\"color: #008000;\">PrimaPagina<\/span><\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?attachment_id=2074\" rel=\"attachment wp-att-2074\"><span style=\"color: #008000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"FrecciaL\" src=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/FrecciaL.gif\" alt=\"\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/span><\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?cat=5\"><span style=\"color: #008000;\">Partecipare<\/span><\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?attachment_id=2074\" rel=\"attachment wp-att-2074\"><span style=\"color: #008000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"FrecciaL\" src=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/FrecciaL.gif\" alt=\"\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/span><\/a>\u00a0<strong style=\"color: #008000;\"><a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?p=1844\"><span style=\"color: #008000;\">Il tempo del Trecentesimo<\/span><\/a><\/strong><\/span><\/h3>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Chiunque entri nella nostra Chiesa parrocchiale, specialmente quando \u00e8 immersa nel silenzio, non pu\u00f2 non rimanere colpito dalla sua esuberante ricchezza architettonica. Ovunque si soffermi lo sguardo, il suo stile barocco racconta della devozione a Maria attraverso particolari tutti da scoprire: affreschi, statue, ornamenti, dipinti, decori, bassorilievi, vetrate&#8230; Qualcuno ha contato ben 15 diverse immagini dell&#8217;Assunta e sicuramente gliene sar\u00e0 sfuggita qualcuna!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Tra pochi giorni inizieranno i festeggiamenti per i trecento anni della consacrazione della Chiesa, avvenuta il 30 ottobre 1712, come si pu\u00f2 leggere sulla lapide posta subito all&#8217;ingresso sulla parete di sinistra. L&#8217;antica \u201cPieve\u201d medievale (o \u201cChiesa matrice\u201d o \u201cPlebana\u201d, a cui erano riservate alcune funzioni liturgiche e dalla quale dipendevano altre chiese e cappelle prive di battistero) a tre navate, di modeste dimensioni, ma ricca e fiorente, fu infatti saccheggiata e privata dei suoi tesori durante l&#8217;incursione saracena del 15 luglio 1549, come ricorda un&#8217;altra lapide nella sacrestia. Sotto la guida dell&#8217;Arciprete Antonio Pizzorno, la precedente costruzione pericolante venne demolita e ricostruita ad una sola navata, come \u00e8 ancora tutt&#8217;oggi. I lavori iniziarono nel 1688 e la nuova chiesa, spazio privilegiato dell&#8217;incontro con Dio, venne appunto consacrata nel 1712 dall&#8217;allora Vescovo di Savona, Monsignor Vincenzo Durazzo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Con un po&#8217; di fantasia possiamo provare ad immaginarcela com&#8217;era a quei tempi: eccola spiccare, accanto al suo campanile, tra campi coltivati ed umili case di contadini, che costituivano la \u201cvilla\u201d (cio\u00e8 le case sparse, come ancora adesso \u201cville\u201d sono chiamate le abitazione agricole) di Pr\u00e0. Un bell&#8217;affresco dedicato alla Madonna, adesso appena riconoscibile accanto all&#8217;ingresso laterale, la faceva individuare facilmente da coloro che raggiungevano la grande Genova via mare, e non erano pochi, visto che questo era allora il modo pi\u00f9 sicuro per spostarsi evitando le imboscate dei briganti\u2026<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0In trecento anni infinite storie umane di fede, sofferenza e gioia hanno lasciato scie luminose in questa casa di Dio tra le case degli uomini: chi l&#8217;ha via via abbellita, chi l&#8217;ha restaurata con passione, chi vi ha posto altari dedicati ai santi protettori del proprio lavoro, o pi\u00f9 semplicemente tutti coloro che nel Signore si sono promessi amore per la vita intera, hanno presentato i propri figli appena nati alla comunit\u00e0 ecclesiale, hanno voluto infine rendere qui l&#8217;ultimo saluto terreno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0L&#8217;esistenza di ogni odierno abitante di Pr\u00e0 \u00e8 cos\u00ec in qualche modo intrecciata alle storie di tutte queste persone che l&#8217;hanno preceduto. Se noi siamo quel che siamo oggi lo dobbiamo anche a loro. \u00c9 quindi importante riandare pian piano a quelle vite, se vogliamo capire chi siamo davvero noi oggi, se vogliamo cominciare a scoprire lo sconosciuto che viene dai tempi lontani e che perci\u00f2 da sempre abita in noi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Proprio come nel racconto evangelico di Emmaus, trovarci compagni di viaggio di Ges\u00f9 che, attraverso il volto dello straniero, rivela a noi stessi lo sconosciuto che siamo a noi stessi. Ritrovare la nostra identit\u00e0 pi\u00f9 vera non ci servir\u00e0 per sentirci migliori, ma a darci la consapevolezza necessaria per avere un maggior rispetto ed una nuova curiosit\u00e0 per la storia degli altri. Nascer\u00e0 cos\u00ec una gioia semplice per il nostro vivere quotidiano: quella di stupirci di come l&#8217;infinita umanit\u00e0 che \u00e8 al cuore stesso di Dio sia una lunga e continua ricerca d&#8217;amore che attraversa la storia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Questo \u00e8 il senso del percorso di riflessione che la Comunit\u00e0 Parrocchiale vuole proporre a tutti noi, attraverso i diversi eventi di fede ed occasioni d&#8217;incontro che, durante l&#8217;anno del trecentesimo, si succederanno da qui al 30 ottobre del 2012.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"color: #000000;\"><em>Remo<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0PrimaPagina\u00a0\u00a0Partecipare\u00a0\u00a0Il tempo del Trecentesimo Chiunque entri nella nostra Chiesa parrocchiale, specialmente quando \u00e8 immersa nel silenzio, non pu\u00f2 non rimanere colpito dalla sua esuberante ricchezza architettonica. 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