{"id":8684,"date":"2013-06-09T08:02:41","date_gmt":"2013-06-09T06:02:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?p=8684"},"modified":"2013-06-15T09:57:52","modified_gmt":"2013-06-15T07:57:52","slug":"le-parole-di-papa-francesco-date-voi-da-mangiare-30-5-2013","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?p=8684","title":{"rendered":"Le parole di Papa Francesco > Eucaristia (30.5.2013)"},"content":{"rendered":"<h3><a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?attachment_id=2074\" rel=\"attachment wp-att-2074\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"FrecciaL\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/FrecciaL.gif\" width=\"15\" height=\"15\" border=\"0\" \/><\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\">PrimaPagina<\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?attachment_id=2074\" rel=\"attachment wp-att-2074\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"FrecciaL\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/FrecciaL.gif\" width=\"15\" height=\"15\" border=\"0\" \/><\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?cat=10\">Pregare<\/a>\u00a0 &gt;\u00a0<a href=\"http:\/\/www.assuntaprapalmaro.org\/?cat=14\">Anno della Fede<\/a><\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>EUCARESTIA: DATE VOI STESSI DA MANGIARE<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">SANTA MESSA NELLA SOLENNIT\u00c0 DEL CORPUS DOMINI<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Basilica di San Giovanni in Laterano &#8211;\u00a0<\/span>Gioved\u00ec, 30 maggio 2013<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Cari fratelli e sorelle,<\/p>\n<p>nel Vangelo che abbiamo ascoltato, c\u2019\u00e8 un\u2019espressione di Ges\u00f9 che mi colpisce sempre: \u00abVoi stessi date loro da mangiare\u00bb (Lc 9,13). Partendo da questa frase, mi lascio guidare da tre parole: sequela, comunione, condivisione.<\/p>\n<p>1. Anzitutto: chi sono coloro a cui dare da mangiare? La risposta la troviamo all\u2019inizio del brano evangelico: \u00e8 la folla, la moltitudine. Ges\u00f9 sta in mezzo alla gente, l\u2019accoglie, le parla, la cura, le mostra la misericordia di Dio; in mezzo ad essa sceglie i Dodici Apostoli per stare con Lui e immergersi come Lui nelle situazioni concrete del mondo. E la gente lo segue, lo ascolta, perch\u00e9 Ges\u00f9 parla e agisce in un modo nuovo, con l\u2019autorit\u00e0 di chi \u00e8 autentico e coerente, di chi parla e agisce con verit\u00e0, di chi dona la speranza che viene da Dio, di chi \u00e8 rivelazione del Volto di un Dio che \u00e8 amore. E la gente, con gioia, benedice Dio.<\/p>\n<p>Questa sera noi siamo la folla del Vangelo, anche noi cerchiamo di seguire Ges\u00f9 per ascoltarlo, per entrare in comunione con Lui nell\u2019Eucaristia, per accompagnarlo e perch\u00e9 ci accompagni. Chiediamoci: come seguo io Ges\u00f9? Ges\u00f9 parla in silenzio nel Mistero dell\u2019Eucaristia e ogni volta ci ricorda che seguirlo vuol dire uscire da noi stessi e fare della nostra vita non un nostro possesso, ma un dono a Lui e agli altri.<\/p>\n<p>2. Facciamo un passo avanti: da dove nasce l\u2019invito che Ges\u00f9 fa ai discepoli di sfamare essi stessi la moltitudine? Nasce da due elementi: anzitutto dalla folla che, seguendo Ges\u00f9, si trova all\u2019aperto, lontano dai luoghi abitati, mentre si fa sera, e poi dalla preoccupazione dei discepoli che chiedono a Ges\u00f9 di congedare la folla perch\u00e9 vada nei paesi vicini a trovare cibo e alloggio (cfr Lc 9,12). Di fronte alla necessit\u00e0 della folla, ecco la soluzione dei discepoli: ognuno pensi a se stesso; congedare la folla! Ognuno pensi a se stesso; congedare la folla! Quante volte noi cristiani abbiamo questa tentazione! Non ci facciamo carico delle necessit\u00e0 degli altri, congedandoli con un pietoso: \u201cChe Dio ti aiuti\u201d, o con un non tanto pietoso: \u201cFelice sorte\u201d, e se non ti vedo pi\u00f9\u2026 Ma la soluzione di Ges\u00f9 va in un\u2019altra direzione, una direzione che sorprende i discepoli: \u00abVoi stessi date loro da mangiare\u00bb. Ma come \u00e8 possibile che siamo noi a dare da mangiare ad una moltitudine? \u00abNon abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente\u00bb (Lc 9,13). Ma Ges\u00f9 non si scoraggia: chiede ai discepoli di far sedere la gente in comunit\u00e0 di cinquanta persone, alza gli occhi al cielo, recita la benedizione, spezza i pani e li d\u00e0 ai discepoli perch\u00e9 li distribuiscano (cfr Lc 9,16). E\u2019 un momento di profonda comunione: la folla dissetata dalla parola del Signore, \u00e8 ora nutrita dal suo pane di vita. E tutti ne furono saziati, annota l\u2019Evangelista (cfr Lc 9,17).<\/p>\n<p>Questa sera, anche noi siamo attorno alla mensa del Signore, alla mensa del Sacrificio eucaristico, in cui Egli ci dona ancora una volta il suo Corpo, rende presente l\u2019unico sacrificio della Croce. E\u2019 nell\u2019ascoltare la sua Parola, nel nutrirci del suo Corpo e del suo Sangue, che Egli ci fa passare dall\u2019essere moltitudine all\u2019essere comunit\u00e0, dall\u2019anonimato alla comunione. L\u2019Eucaristia \u00e8 il Sacramento della comunione, che ci fa uscire dall\u2019individualismo per vivere insieme la sequela, la fede in Lui. Allora dovremmo chiederci tutti davanti al Signore: come vivo io l\u2019Eucaristia? La vivo in modo anonimo o come momento di vera comunione con il Signore, ma anche con tutti i fratelli e le sorelle che condividono questa stessa mensa? Come sono le nostre celebrazioni eucaristiche?<\/p>\n<p>3. Un ultimo elemento: da dove nasce la moltiplicazione dei pani? La risposta sta nell\u2019invito di Ges\u00f9 ai discepoli \u00abVoi stessi date\u2026\u00bb, \u201cdare\u201d, condividere. Che cosa condividono i discepoli? Quel poco che hanno: cinque pani e due pesci. Ma sono proprio quei pani e quei pesci che nelle mani del Signore sfamano tutta la folla. E sono proprio i discepoli smarriti di fronte all\u2019incapacit\u00e0 dei loro mezzi, alla povert\u00e0 di quello che possono mettere a disposizione, a far accomodare la gente e a distribuire \u2013 fidandosi della parola di Ges\u00f9 &#8211; i pani e pesci che sfamano la folla. E questo ci dice che nella Chiesa, ma anche nella societ\u00e0, una parola chiave di cui non dobbiamo avere paura \u00e8 \u201csolidariet\u00e0\u201d, saper mettere, cio\u00e8, a disposizione di Dio quello che abbiamo, le nostre umili capacit\u00e0, perch\u00e9 solo nella condivisione, nel dono, la nostra vita sar\u00e0 feconda, porter\u00e0 frutto. Solidariet\u00e0: una parola malvista dallo spirito mondano!<\/p>\n<p>Questa sera, ancora una volta, il Signore distribuisce per noi il pane che \u00e8 il suo Corpo, Lui si fa dono. E anche noi sperimentiamo la \u201csolidariet\u00e0 di Dio\u201d con l\u2019uomo, una solidariet\u00e0 che mai si esaurisce, una solidariet\u00e0 che non finisce di stupirci: Dio si fa vicino a noi, nel sacrificio della Croce si abbassa entrando nel buio della morte per darci la sua vita, che vince il male, l\u2019egoismo e la morte. Ges\u00f9 anche questa sera si dona a noi nell\u2019Eucaristia, condivide il nostro stesso cammino, anzi si fa cibo, il vero cibo che sostiene la nostra vita anche nei momenti in cui la strada si fa dura, gli ostacoli rallentano i nostri passi. E nell\u2019Eucaristia il Signore ci fa percorrere la sua strada, quella del servizio, della condivisione, del dono, e quel poco che abbiamo, quel poco che siamo, se condiviso, diventa ricchezza, perch\u00e9 la potenza di Dio, che \u00e8 quella dell\u2019amore, scende nella nostra povert\u00e0 per trasformarla.<\/p>\n<p>Chiediamoci allora questa sera, adorando il Cristo presente realmente nell\u2019Eucaristia: mi lascio trasformare da Lui? Lascio che il Signore che si dona a me, mi guidi a uscire sempre di pi\u00f9 dal mio piccolo recinto, a uscire e non aver paura di donare, di condividere, di amare Lui e gli altri?<\/p>\n<p>Fratelli e sorelle: sequela, comunione, condivisione. Preghiamo perch\u00e9 la partecipazione all\u2019Eucaristia ci provochi sempre: a seguire il Signore ogni giorno, ad essere strumenti di comunione, a condividere con Lui e con il nostro prossimo quello che siamo. Allora la nostra esistenza sar\u00e0 veramente feconda.<\/p>\n<p>Amen.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0PrimaPagina\u00a0\u00a0Pregare\u00a0 &gt;\u00a0Anno della Fede EUCARESTIA: DATE VOI STESSI DA MANGIARE SANTA MESSA NELLA SOLENNIT\u00c0 DEL CORPUS DOMINI Basilica di San Giovanni in Laterano &#8211;\u00a0Gioved\u00ec, 30 maggio 2013 Cari fratelli e sorelle, nel Vangelo che abbiamo ascoltato, c\u2019\u00e8 un\u2019espressione di Ges\u00f9 che mi colpisce sempre: \u00abVoi stessi date loro da mangiare\u00bb (Lc 9,13). 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