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Sete di Parola dal 21 al 27 Aprile 2019


Settimana di Pasqua dell’Anno C

a cura di Don Claudio Valente

PASQUA DI RISURREZIONE

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Mercoledì 24 aprile 2019 > Mercoledì della Settimana di Pasqua

Liturgia della Parola > At 3,1-10; Sal 104; Lc 24,13-35

La Parola del Signore …è ascoltata

Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana], due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

…è meditata

L’episodio dei due discepoli di Emmaus è uno dei brani più suggestivi e aderenti alla nostra realtà di persone in cammino, con dubbi, perplessità e desideri. Ci presenta due persone tristi e deluse, che tornano sui loro passi, lontano da Gerusalemme e dalla comunità, aggiornate sugli ultimi avvenimenti capitati, ma ormai – pensano -.tutto è finito, è inutile continuare una esperienza, che pareva esaltante.
Ma Gesù si fa loro compagno di strada, li ascolta interessato e interviene spiegando le Scritture e infine si ferma con loro a cena: viene riconosciuto nello spezzare il pane. Ed essi infine ritornano a Gerusalemme a condividere la lieta notizia.
È un vero cammino di fede quello che ci presenta il brano: è Gesù che oggi – attraverso la Chiesa – si fa presente nella divina parola e nell’Eucarestia, si accosta a noi nella vita di ogni giorno, ci interroga e ci illumina sugli avvenimenti rileggendoli alla luce di Dio.
Se avvertiamo la misteriosa ma reale presenza di Gesù nella nostra esistenza, i nostri occhi possono aprirsi alla verità e il nostro cuore all’amore e alla condivisione.

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I due discepoli di Emmaus, dopo aver incontrato il Signore e dopo averlo riconosciuto nel segno del pane, ritornano a quella comunità che avevano abbandonato con il cuore pieno di tristezza. La vita delle nostre comunità deve offrire il clima di fede e di carità, che sostiene la testimonianza insieme alla preghiera. Chiedo a Gesù che lui stesso accompagni ciascuno di noi, come ha accompagnato i due discepoli di Emmaus, così anche noi, al termine del cammino, possiamo ripetere la loro preghiera: “Resta con noi perché si fa sera”

Carlo Maria MARTINI

…è pregata

Resta con noi, Signore, perché si fa sera.

Resta con noi, Signore, resta con noi perché il giorno declina, resta con noi.

Resta con noi, Signore, quando le tenebre scendono intorno a noi,

quando il dolore sembra oscurare il cielo sopra di noi.

Resta con noi, Signore, quando il dubbio stringe il cuore, quando si perde il nostro sguardo nel buio intorno a noi.

…mi impegna

Un catechista chiese un giorno a un gruppo di giovani in preparazione per la Cresima: “Qual è la parte più importante della Messa?” La maggioranza rispose: “La Consacrazione”. Ma uno disse: “La parte più importante è il rito di congedo”. Il catechista stupito chiese: “Perché dici questo?” Ed egli rispose: “La Messa serve a nutrirci con la Parola, il Corpo e il Sangue del Signore. Però la messa inizia quando termina, quando usciamo nelle strade per andare a fare e dire quello che hanno detto i discepoli di Emmaus: Abbiamo riconosciuto il Signore nella frazione del pane, ed è vivo e vive per sempre e per noi”.


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